Westworld S2 | Considerazioni.

Seguimi su:
FacebookTwitter

Sono qui, davanti allo schermo della mia tv, completamente nero, perché ho appena finito di guardare la 2×09 di Westworld. È incredibile il modo in cui questo show ti tiene con la mente impegnata per ben 70 minuti di puntata e poi in un colpo, tutto svanisce, dovrai aspettare la prossima settimana per la puntata successiva, ma tu hai ancora i pensieri che girano e girano e girano nella tua mente, fino a perderti completamente nel vuoto. Cosa ho appena visto? Che cosa significa quello che ho appena visto? Ho delle teorie in merito? Se si, saranno giuste? Oppure ciò che ho elaborato è tutta una menzogna perché probabilmente gli autori hanno voluto che la pensassi in questo modo? Sono molte le domande che ti frullano per la testa dopo aver visto una puntata di Westworld, ma facciamo un passo indietro ed esaminiamo le fondamenta di questa stagione. Torniamo dunque alla prima domanda: che cosa ho appena visto? La prima stagione si basa esclusivamente sul totale asservimento degli androidi alle pretese, alle inclinazioni e agli impulsi più bassi degli esseri umani. Con la seconda stagione, gli androidi avuto finalmente la loro rivincita, dimostrandosi addirittura più umani degli umani (blade runner diceva proprio “more humans than humans”), ma non è solo questo. Non è solo la semplice supremazia della macchina sull’uomo. Gli autori vogliono farcela intendere come un’aspra denuncia nei confronti degli esseri umani che, in un mondo come Westworld, perderebbero qualsiasi dignità. Loro hanno tutto da imparare dagli androidi, e non il contrario. Ed è proprio questo il messaggio segreto dietro lo show. Ford infatti afferma: “L’essere umano sta nel mezzo tra gli dei e le bestie”. Guardate infatti come vengono caratterizzati i robot; Maeve viene trasformata dagli umani in una maîtresse ma in realtà è soltanto una donna che non riesce a vivere senza la figlia. Teddy si uccide pur di non essere come gli umani. E volgiamo parlare di Dolores? Dolores è diventata un mostro, certo, ma questo sempre a causa degli umani. In realtà lei ha amato, ha sofferto, ha provato compassione, ha sperimentato l’umanità finché gli umani non l’hanno cambiata radicalmente a proprio piacimento e lei, si è ribellata. Lo stesso è stato per Akecheta, in origine uomo dal cuore grandissimo e, dopo la modifica degli umani, spietato carnefice. Ma non è finita qui. A questo punto della storia, gli autori non vogliono completamente denigrare il genere umano, no, lasciano per lui ancora un piccolissimo spiraglio di luce; Lee, ad esempio. Dopo essere stato lo sceneggiatore delle vicende fittizie del parco, trattando quindi gli androidi come semplici statuine che ripetevano le sue battute come cantilene, Lee intraprende un viaggio assieme a Maeve e finisce addirittura per affezionarsene, tanto da andare contro coloro che in origine lavoravano con lui. Insomma, il lavoro psicologico (a livello di plot) che c’è dietro Westworld va ben oltre le nostre capacità intellettive. Riconfermo: è genialità allo stato puro. La mia considerazione centrale in tutto questo discorso è la seguente: noi spettatori, di fronte a Westworld, siamo come gli umani di Delos di fronte agli androidi. Non regge alcun confronto, siamo i più deboli.  Quindi si, noi possiamo talvolta domandarci che senso ha quello che stiamo guardando e perché lo stiamo guardando, ma la verità è che gli autori di Westworld saranno sempre cento passi avanti a te, e tu semplicemente non potrai mai raggiungerli. Ci tengono in pugno e ammettiamolo, a noi ci piace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *