The Death and Life of John F. Donovan | Recensione.

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The Death and Life of John F. Donovan (2018), dir. Xavier Dolan.

Il primo film statunitense del regista e quindi la sua prima vera opera ardita. La pellicola ha subito svariati colpi, quasi fatali, come tagli consistenti nella sceneggiatura e addirittura la totale esclusione di un personaggio, ritenuto inizialmente centrale (Jessica Chastain). Nonostante questo, vi dirò che sono riuscita a gradire in maniera sorprendente questo film. La corrispondenza tra un attore di trent’anni e un bambino di dieci, qui viene usata come strumento per creare un parallelismo tra le vite dei due personaggi, entrambi propensi al lavoro attoriale, entrambi con rapporti paterni e materni estremamente difficili ed entrambi con orientamenti sessuali omoerotici nascosti. Ma la storia e la tragica fine di John Donovan è da lezione per il piccolo Rupert che capisce di dover prendere una strada diversa rispetto a quella del suo idolo per avere una vita degna di essere vissuta. John e Rupert infatti sono agli antipodi, le loro vite viaggiano su binari diversi, eppure internamente condividono le stesse paure, le stesse emozioni e gli stessi traumi. È proprio per questo rapporto così insolito ma che cela una bellezza particolare, che io sono riuscita a chiudere un occhio sui problemi che affliggono questa pellicola (come ad esempio lo sviluppo caotico della storia che va a ritroso e i buchi di trama). Sul cast, niente da dire se non chapeau. Da una stella nascente come Jacob a tre premi Oscar sempre al top delle loro capacità come la Bates, la Portman e la Sarandon. Sicuramente la critica avrà già fatto a pezzi la performance di Kit, ma almeno per me le loro parole non hanno mai significato fin quando vado in sala e vedo con i miei occhi. Kit era la scelta più azzeccata per questo ruolo, per una volta sembrava lontano anni luce dal Jon Snow che lo ha contraddistinto per dieci anni e soprattutto ha messo in scena il dramma esistenziale di un attore che per mestiere mente constantemente, appassendo a poco a poco nella sua solitudine mentale e fisica. Così facendo, The Death and Life of John F. Donovan mostra la realtà che Hollywood cerca invano di nascondere, quella di un mestiere che ha due facce ma che decide di rivelare al modo solo quella “positiva”, quella costruita a tavolino, quella di un attore che recita anche nel quotidiano (così come è successo con Whiplash che ha messo in scena il rapporto tossico tra il musicista e la musica, e così come ha fatto anche Black Swan con la danza, se posso osare un paragone), sradicando di conseguenza le credenze illusorie di buona parte del suo pubblico. Un’opera davvero singolare da non giudicare prematuramente.

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