Scream, season 3 | Considerazioni.

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Okay, è tempo di parlare della terza stagione di Scream. Probabilmente Wes Craven si sta rigirando nella tomba in questo momento, perché questo Scream ha poco della saga originale se non i parallel furbi delle uccisioni, alcune frasi copiate di pari passo e la maschera di Ghostface, ma ahimè io sono debole quando si parla di questo villain quindi vi dirò che ho comunque gradito l’insieme. (visto che ho aspettato quasi 8 anni per rivederlo sugli schermi). 

La rivelazione del killer è stata la cosa migliore della serie, sicuramente un omaggio sia a Charlie Walker che a Billy Loomis, e questo mi ha esaltato come non mai. Ghostface, inoltre, è tornato alla sua voce originale e quindi non può che essere una delizia per le mie orecchie. Unico appunto: Ghostface non è mai stato originale con le armi che usava per i suoi omicidi. Aveva il coltello e usava esclusivamente quello nel modo più creativo possibile, quindi se mi fate vedere che usa pistole, sacchetti in testa, siringhe e accendini, mi irritate. 

Il cast è una miseria, fatta eccezione per Giorgia Whigham, e i personaggi sono tutti cliché pesanti (sopratutto quello di Keke Palmer che mi ha infastidito più di una volta. che senso ha parlare di politica e razzismo in Scream? non riesco a capirlo).  Ma a parte tutto, a me eccita sempre l’horror con la struttura del one by one alla Dieci piccoli indiani, ovvero con una morte per ogni puntata, quindi talvolta lascio passare i difetti in secondo piano perciò vi dirò che, se avete del tempo libero, dategli una possibilità. Potreste apprezzarlo (sopratutto se di Scream non ne sapete granché). 6 puntate da 40 minuti vi faranno volare il tempo.

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