Scream – 2×01 | Recensione.

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Dopo un anno dalla messa in onda della prima stagione, Scream torna con una marcia in più, mettendo in scena già il primo omicidio della stagione. Per gli amanti della saga cinematografica di Scream, creata da Wes Craven, è facile notare i riferimenti ad essa fatti già nei primi minuti della puntata. Se si paragonasse questa seconda stagione al secondo film di Scream, bisognerebbe tener conto di alcune regole importanti; il numero degli omicidi aumenterà rapidamente ed essi verranno elaborati in maniera molto più creativa e con maggiori spargimenti di sangue (pane per i nostri denti, amanti degli horror). Non bisogna dimenticare, però, la due regole fondamentali in Scream: tutti possono essere colpevoli e MAI dare per morto un personaggio. In questo momento mi sento molto il Randy della situazione (chi conosce la saga, capirà questo paragone), ma devo ammettere che non basterebbe una giornata per elencare tutte le regole da tenere a mente quando si parla di Scream. La serie fino ad ora non ha di certo scopiazzato i film della saga, ma non mancano mai i riferimenti ad essa.

  

In particolare in questa season première ce ne sono stati parecchi; dai dibattiti in classe circa il genere horror alla scena iniziale al cinema proprio come nel secondo film della saga, alla scena in cui Emma torna a scuola, reduce dagli avvenimenti che sono accaduti nella scorsa stagione, fino allo stratagemma del film dentro al telefilm, tipico della saga di Wes Craven.

   

Dopo la rivelazione di Piper e il sospetto che abbia avuto un complice, probabilmente Audrey, la narrazione riprende poco dopo l’accaduto e si apre nel bel mezzo di una sala del cinema, scenario sempre ricorrente in Scream. Audrey è il primo personaggio che compare sulla scena e dopo neanche 5 minuti dall’inizio della puntata, si ritrova subito ad affrontare un emulatore di GhostFace che ben presto si rivelerà complice di uno stupido scherzo. E’ interessante vedere come questo episodio abbia così tante cose in comune con i film della saga a cui si ispira, forse più di tutta la prima stagione messa insieme. E per gli amanti dei film (me compresa), questo è solo un punto a favore della serie. Dopo questo inizio in pieno stile Scream, la scena si riassesta e torna con un ritmo più fluido, ruotando sempre attorno ai protagonisti della serie che a questo punto devono fare i conti con la consapevolezza di essere tornati alla normalità, scacciando dalla mente l’idea che un secondo killer possa farsi vivo. E’ il compleanno di Emma e finalmente rivediamo il nostro amato cast riunito sulla scena. La relazione tra Kieran ed Emma ha subito un battuta d’arresto e in questo momento si trova ad un punto morto, allo stesso modo anche Jake e Brooke sono sommersi dai problemi. Ma i veri protagonisti della puntata sono ben altri; Audrey e Noah si confermano ancora una volta come i personaggi più interessanti dello show, specialmente quest’ultimo, caratterizzato dal suo profondo e maniacale amore nei confronti del cinema horror, e non solo. Emma, di fronte ai personaggi sopra citati, passa decisamente in secondo piano. Personalmente la vedo molto lontana da ciò che rappresentava Sidney Prescott nella saga di Scream. Sidney era l’eroina della situazione, la ragazza lacerata dai lutti che ha dovuto affrontare per tutta la sua vita ma nonostante ciò sempre tenace e risoluta.

Il paragone con Emma, purtroppo, parte già in svantaggio per quest’ultima. In questa puntata in particolare, ci troviamo di fronte ad un personaggio che, sempre rispetto a Sidney, si è fatto condizionare dagli avvenimenti passati. Elaborare un lutto non è una cosa facile, lo riconosco, figuriamoci più di uno, ma ad Emma manca la forza che Sidney aveva per affrontare la vita a testa alta. Probabilmente questo salto di qualità accadrà tra qualche puntata, ma per il momento il personaggio di Emma rimane piatto, senza personalità, debole. Nel frattempo, Audrey riceve la prima chiamata del nuovo GhostFace e, ricollegandosi con un altro horror cult degli anni ’90 “I know what you did last summer” (anche se solo in riferimento al titolo del film), le ricorda ciò che ha fatto l’estate scorsa in qualità di complice di Piper. Successivamente ci troviamo davanti all’ultima scena tra Brooke e Jake in cui i due si lasciano a causa del padre della ragazza che, vi ricordo, nella scorsa stagione ebbe un problema proprio con Jake. L’ultima frase che Jake dirà a Brooke sarà quel “ti amo” che per giunta lei non sentirà mai. Vorrei spendere due parole su questa coppia; penso che l’unico sbaglio effettuato dagli scrittori della serie è stato quello di aver lasciato poco spazio a questa coppia che, ad una prima impressione, ha tutte le carte in regola per essere una one true pairing.

Anzi, mi permetto di dire che, a mio giudizio, sono molto più interessanti della coppia Emma-Kieran. Parlando proprio di Emma e Kieran e chiedendo scusa ai fan di questa coppia, nella puntata di questa settimana sono stati esageratamente noiosi. Non so se questo sia dovuto a ciò che è accaduto o se è per via di uno dei due, ma spero che col tempo la loro relazione abbia un pizzico di energia in più. Purtroppo però, in questa situazione di ri-assetto, lo show ci riserva il primo omicidio di questa stagione, che non coinvolge un personaggio secondario o qualcuno che conosciamo poco, bensì proprio uno dei protagonisti; Jake Fitzgerald. Sono estremamente irritata per questa scelta che, ai miei occhi è davvero insensata. Jake è un personaggio che nella scorsa stagione si è rivelato al pubblico molto poco, passando in secondo piano rispetto ai suoi co-protagonisti. Con la seconda stagione mi aspettavo un maggior spazio riservato al suo personaggio eppure, con la sua morte, mi sono ritrovata di fronte ad una grande delusione (se si aggiunge anche l’interesse per la coppia Jake-Brooke). Il problema principale credo sia il seguente: fin dal Pilot ho lamentato la presenza di un cast poco ampio, composto da solo 6-7 attori, che non avrebbero dato modo agli scrittori di mettere in scena una serie infinita di omicidi come abitualmente fece Wes Craven per la saga. Partendo da un cast ridotto al minimo, la possibilità di avere 3-4 omicidi per puntata svanisce nel nulla; così facendo, bisogna ricadere per forza nella scelta di uccidere alcuni dei personaggi principali, giungendo alla fine con al massimo due sopravvissuti. Nella saga cinematografica, per chi non lo sapesse, il cast era composto da circa 15 attori; alcuni di essi interpretavano i personaggi principali che sarebbero sopravvissuti di film in film, altri invece fungevano da “vittime sacrificali” al solo scopo di intrattenere il pubblico con i loro omicidi. Come mai la serie non ha preso in considerazione questa scelta? Sicuramente non è una questione di budget visto che lo show è stato prodotto da Wes Craven in persona.

Eppure la seconda stagione ha già avuto un assaggio di tre nuovi personaggi che, a causa dell’assenza di informazione che abbiamo nei loro confronti, sembrano già molto sospetti. Ma tornando all’omicidio di Jake, in molti hanno creduto ad un suo imminente salvataggio da parte di Emma o Brooke, ma purtroppo così non è stato. Jake sembra ufficialmente fuori dai giochi e anche se la saga di Scream insegna che nessun morto potrebbe essere effettivamente morto, al contrario con Jake si ha la certezza che il suo omicidio va al di là della messa in scena. Ad esempio nel primo film di Scream Billy Loomis finge di morire a causa di una pugnalata che per giunta la telecamera non riprende; l’omicidio di Jake invece viene esibito a chiare lettere, facendo sparire qualsiasi ipotesi di una sua possibile sopravvivenza. Che altro posso aggiungere? A parte la delusione legata alla morte di Jake e quindi alla fine della coppia Jake-Brooke, l’episodio ha decisamente alzato il livello rispetto alla stagione precedente, creando nel pubblico nuovi dubbi riguardanti sia il passato di Emma che l’identità del nuovo GhostFace. Come di consueto, abbia inizio la caccia a GhostFace e ricordatevi: ognuno è sospettato.

Voto della puntata: 8/10

8 pensieri riguardo “Scream – 2×01 | Recensione.

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