Rocketman | Recensione.

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Rocketman (2019), dir. Dexter Fletcher

Purtroppo me lo sono perso al cinema, perciò invece di rovinarmelo in streaming, ho aspettato Sky Cinema. E direi che ho fatto bene. Elton è uno dei cantanti di cui mi sono affezionata fin da piccola, grazie a mamma, e di conseguenza ci tenevo davvero tanto che il film venisse bene. E il risultato è più che sorprendente. È vero che il film alla base manca di una trama solida perché fondamentalmente c’è da dire poco su Elton, inoltre gran parte della gente conosce la sua storia perché è piuttosto recente, ma nonostante questo hanno voluto decorarci sopra nel modo più artistico possibile. Una semplice tournée viene rappresentata in modo quasi spirituale. Un tentato suicidio, invece, viene trattato in modo visionario. E l’intera storia di Elton non viene raccontata come una celebrazione dei suoi successi con ricchezza ed agi annessi, ma bensì si sofferma sui lati negativi, sulle debolezze di Elton, sui suoi sbagli, come volesse dire “si, io sono anche questo, accettatemi così come sono perché io finalmente l’ho fatto.” Rocketman porta dietro un messaggio immenso, sprona il suo pubblico a non seguire certe strade che a primo impatto sembrano le più facili, e mostra la cruda realtà della fama senza finti abbellimenti. Non vedevo un film così sincero da anni. Che dire poi di cast+soundtrack; eccellenti. Taron Egerton ha portato in scena un Elton accurato, sofferto, stravagante nella sua giusta dose, leggendario. Un compito praticamente impossibile, e gli sono veramente grata di aver tenuto così bene sulle spalle l’enorme peso di un personaggio così complesso. Film promosso a tutti gli effetti.

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