Gilmore Girls Revival – Fall | Recensione.

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“Mom, I am pregnant”

E il mistero delle quattro parole finali di Gilmore Girls: A Year in the Life si conclude qui. E anche in maniera piuttosto deludente, se posso dirlo. Sono passati quasi 10 anni dal finale di Gilmore Girls; un finale che lasciò a parecchie persone l’amaro in bocca, ma la colpa non era di certo di Amy Sherman Palladino, la creatrice della serie, che purtroppo a causa di alcuni impegni sconosciuti dovette abbandonare il progetto per l’ultima stagione. Che dire? A distanza di anni la gente non è mai riuscita a superare quel finale di tanti anni fa che lasciò parecchie cose, anzi troppe, in sospeso. Il Revival, infatti, avrebbe dovuto avere questo obiettivo; Il Revival era l’ultima spiaggia dello show per avere un finale degno di se stesso. Con mio grande dispiacere devo dire che non è stato così. La fedeltà dei fan a questo show si è dimostrata eccezionale in tutti questi anni e il minimo che Amy Sherman Palladino potesse fare nei loro confronti era di ricambiare questa fedeltà con un finale emozionante, esaustivo e sopratutto conclusivo. Come ho già detto prima, non è stato così. Ma partiamo dal principio, facendo alcune considerazioni sull’andazzo che ha preso questo Revival fin dalle prime scene di “Winter”, a mio parere l’episodio più bello. Fin dall’inizio abbiamo assistito al crollo delle certezze; poche cose infatti sono rimaste le stesse da come le avevamo lasciate nella settima stagione. Rory non è riuscita ad avere il futuro giornalistico che si aspettava, Paris e Doyle si sono sposati, hanno avuto dei figli e ora vogliono divorziare, Richard (e con lui anche il carissimo Edward Herrmann) ci ha lasciati, Emily vende la sua casa, Logan sta per sposarsi, Dean ha una famiglia e di Jess sappiamo molto poco. Solo Luke e Lorelai sono rimasti al punto di partenza, quasi intrappolati in casa Gilmore senza un matrimonio alle spalle. Capisco che riprendere un show di questa portata, con i suoi numerosi personaggi e con essi anche le loro faticose storyline, non è un’impresa facile ma ciò che credo fermamente è che Amy Sherman Palladino doveva prendersi più tempo per pensare al vero scopo di questo Revival. Non nego che con Winter mi sono sentita nuovamente a casa, respirando l’aria di Stars Hollow con lo stesso amore di Lorelai che respira l’odore di neve, ma purtroppo l’ebbrezza è stata così fugace da finire subito con l’inizio di Spring. Il motivo? Buchi nella trama, personaggi che si auto-contraddicono, uno sbilanciamento troppo eccessivo nel far vedere alcuni personaggi rispetto ad altri e sopratutto l’inserimento di scene che personalmente avrei istantaneamente rimosso dopo la lettura della sceneggiatura (l’infinito protarsi della terapia tra Emily e Lorelai, ad esempio). Indipendentemente dalla questione dei Team, che voglio ricordarvi che è stata fortentemente marcata non solo dalla Palladino ma dall’intero cast e troupe, vorrei analizzare due secondi il ruolo che hanno avuto gli ex di Rory in questo Revival;

1) Logan: è stato l’ex che è apparso di più del Revival, anche troppo a mio parere. In Winter veniamo a scoprire che intraprende una relazione esclusivamente fisica con Rory mentre è fidanzato con una certa Odette. In Fall poi viene a sapere che Rory è ancora innamorata di lui ma Logan preferisce ignorare questo fatto e procedere con il suo matrimonio. Lui è il primo personaggio ad auto-contraddirsi in questo Revival. Il vero Logan, quello che abbiano conosciuto per circa 4 stagioni, non avrebbe mai lasciato andare una Rory ancora innamorata di lui, una Rory quasi sofferente nel vedere il suo uomo sposarsi con qualcun’altra. Eppure nel Revival succede proprio questo; Logan è emotivamente distaccato nella sua relazione con Rory, marcando quindi il loro legame prettamente fisico. Come molti sanno ormai, io sono Team Jess fin dal primo incontro tra i due a casa Gilmore, ma mai ho negato l’amore che Logan provava nei confronti di Rory. Il Revival invece è stata come una bomba che ha fatto esplodere l’universo di Gilmore Girls, con le sue certezze e le sue peculiarità. Tra cui questo.
2) Jess: con lui voglio prendermi più tempo per parlarne. Jess è stato forse il personaggio trattato peggio in queste 4 puntate. Appare soltanto negli ultimi due episodi mentre nei primi non viene neanche largamente nominato. Ormai è chiaro quanto sia stato importante il personaggio di Jess non solo nello show ma anche nella vita di Rory, e questo viene confermato anche in Summer quando a Jess bastano quattro chiacchiere con Rory per ispirarla nuovamente. Ebbene Jess, seppure con pochissime scene, è ancora quel personaggio che abbiamo amato con ogni fibra del nostro corpo. E’ maturato, cresciuto, diventato un uomo meraviglioso ma il suo ispirare gli altri e il suo amore per Rory non sono mai cambiati. E’ per questo che sono orgogliosa di Jess Mariano che è uscito indenne da un Revival che ha distrutto molti personaggi. “Indenne”, però, è una parolona visto il modo in cui è stato trattato; Kirk ad esempio ha avuto molti più dialoghi di lui, ma non solo. Di ciò che ha fatto Jess nel salto temporale sappiamo poco e niente, le scene con Rory sono una e mezza circa e, in arrivo il colpo di grazia, alla fine scopriamo che il cuore di Jess appartiene ancora a Rory. Il suo è un personaggio che ha sofferto innumerevoli volte nel corso delle stagioni, ma il suo sguardo nel vedere Rory dalla finestra ci ha fatto capire che Jess non supererà mai la loro storia. “It’s never over” ha detto Milo Ventimiglia durante un’intervista per Entertainment Weekly. Ed è proprio così, con l’unico neo che Rory non ne è a conoscenza e che per di più è incinta di Logan (se diamo per certa questa ipotesi). A questo punto mi chiedo perchè la Palladino abbia deciso di far dannare in tal modo un personaggio come Jess che, sottolineo, non è assolutamente una specie di plot twist da inserire quando lo show diventa noioso. Possibile che Amy questo non lo sappia? Possibile che non abbia letto che la maggioranza dei fan di Gilmore Girls sono Team Jess? Molto probabilmente queste cose Amy Palladino le sa bene ma nonostante questo se n’è fregata. Ma c’è da dire una cosa; la storia tra Jess e Rory non si chiude qui. Questo potrebbe essere un nuovo inizio dal momento che non abbiamo assistito ad una rottura tra i due, così come è successo tra Logan e Rory. Forse Amy ha fatto tutto questo per poi concentrarsi su Jess e Rory nell’eventuale ritorno di una seconda stagione? Per ora non sappiamo nulla circa i nuovi episodi e se ce ne saranno. Sappiamo solo che alla fine di questo Revival la storia di Lorelai Gilmore si ripete con la figlia (anche se le differenza tra le due sono infinitesimali).
3) Dean; per ultimo, c’è Dean. Appare in 10 minuti scarsi, eppure ha avuto un trattamento migliore di molti altri personaggi. Di Dean veniamo a sapere che ha messo su famiglia e di questo ne sembra parecchio felice (così come lo sono io che ho sempre voluto per Dean un finale come questo). La sua storia con Rory quindi si chiude ufficialmente qui. In pochi si aspettavano un endgame ma nel mio caso era escluso a priori. Farlo apparire nel negozio di Doosey è stato alquanto emozionante anche per una come me che non è mai riuscita a vederlo bene insieme a Rory. Il piccolo riferimento al loro primo bacio è stato delizioso così come l’incontro tra i due, ma purtroppo qui si conclude l’apparizione di Jared Padalecki che fa bene a rimanere a cacciare demoni in Supernatural. Sorvolando sulla questione ex, Rory Gilmore è stato decisamente il personaggio peggiore del Revival. La ragazza matura, coerente e saggia che da sempre conosciamo, qui si annulla completamente; non ha più un lavoro, si dimentica di avere un ragazzo, intraprende una relazione esclusivamente fisica con Logan e ha addirittura una sveltina con un perfetto sconosciuto. Chi è questa donna? Non ho ritrovato quasi nessun segno della vecchia Rory Gilmore in questa persona e secondo me, questa è stata una delle sconfitte più grandi del Revival. L’amicizia che ha con la madre non è mai cambiata per fortuna, anche se personalmente avrei preferito vedere di più. Non posso dire la stessa cosa di Lorelai, che con il suo “I smell snow” mi ha subito riempito il cuore di gioia nel rivedere che non è mai cambiata. Così come non è mai cambiata la sua storia con Luke. I due sono stati una delle poche cose belle che ho riscontrato in questi episodi, ma parliamo due secondi del matrimonio; la scelta di far vedere un matrimonio improvvisato prima del giorno delle nozze è stata fin troppo azzardata. io volevo sentire le promesse di matrimonio, vedere Lorelai con l’abito da sposa, ammirare gli invitati che con gli occhi lucidi ascoltavano le parole del prete, vedere Jess fare da testimonie a Luke, Rory da damigella ben vestita, e invece non abbiamo avuto niente di tutto questo; solo una scena realizzata quasi in fretta e furia, esageratamente cinematografica (come anche la scena della Brigata della vita e della morte), con assenza di dialoghi e anche di alcuni personaggi (a mio parere fondamentali). Perchè, mi chiedo. Non c’era abbastanza tempo? La Palladino non si sentiva ispirata nel scrivere quella parte di sceneggiatura e quindi ha improvvisato? Le domande che mi frullano per la testa sono troppe. Ma il punto fondamentale di tutta questa storia è che i fan meritavano il loro finale, e con esso anche le 4 emozionanti e toccanti puntate che ci avrebbero fatto tornare alle origini. La scena finale con le fatidiche quattro parole conferma l’andamento dell’intero Revival; questo è uno pseudo finale in quanto non pone veramente la parola “fine” allo show. E’ solo un cliffhanger che non fa che creare emozioni discordanti tra il pubblico. C’è chi è felice che il bambino di Rory sia di Logan, c’è chi è scontento dell’assenza di un endgame che in realtà ci era stato promesso e c’è chi è ancora speranzoso per un proseguimento dello show. Stento a capire la decisione di mettere un finale simile dopo quasi dieci anni di attesa, e lo dico col cuore. Amy Sherman Palladino si è sempre confermata una sceneggiatrice brillante che con poco è riuscita a creare uno show che è riuscito ad entrarti nel cuore fin dalle sue prime scene. Il Revival non è degno dei suoi lavori precedenti, neanche lontamente. Sembra essere stato realizzato da uno sceneggiatore ingaggiato all’ultimo minuto che non sappia niente del passato dei suoi personaggi. Ed è stata questa la delusione più grande; non riconoscere il lavoro di Amy in queste puntate. Mi fa male pensare che probabilmente, se l’avessi saputo prima, non avrei mai iniziato a guardare il Revival e così in tal modo l’idea che avevo dello show sarebbe rimasta indelebile nella mia mente. La sensazione che ho avuto al termine del Revival è stata una pugnalata al cuore, ai ricordi, alle origini e agli albori di questo show che per me è stato particolarmente significativo. Scrivo questa recensione ingoiando le lacrime perchè mi infuria sapere che sia stata proprio la creatrice a rovinare Gilmore Girls. Un piccolo merito però, deve essergli riconosciuto; THE GILMORE GIRLS, togliendo il the così è più pulito. Far scrivere a Rory il libro della sua vita e di quella di Lorelai è stata la decisione più bella che la Palladino potesse mai avere. Oltre alle lacrime che ho versato per Edward Hermann, molte altre ne ho versate quando Rory fa scivolare la bozza del libro nelle mani della madre. Quasi un modo di onorare la loro vita insieme, le loro battaglie e le loro vittorie. In quel modo Rory dice grazie alla madre, perchè è questo che tratta Gilmore Girls. Tutto ha avuto inizio dalla cocciutaggine di Lorelai Gilmore che all’età di sedici anni decide di prendere sua figlia appena nata e scappare a Stars Hollow. La sua testardaggine, la sua forza, la sua voglia nel farcela da sola è da esempio per tutti, così come lo è stata per Rory. E qui il cerchio si chiude, come dicono in molti. Ma a mio parere non è la storia che si ripete. Rory ha trentadue anni e sì, ha preso molto dalla madre, ma non si può assolutamente fare un paragone con le condizioni di Lorelai quando ebbe alla luce Rory. La frase “la storia si ripete” può essere applicata solo alla questione “ex”; Jason è il Dean di Rory, la sua prima grandissima cotta. Logan è il Christopher di Rory, colui di cui sarà sempre innamorata ma con cui non potrà mai funzionare. E infine Jess è il Luke di Rory, il suo grande amore e quello con cui è destinata a finire seppure lo capisce in ritardo. In questo senso, il finale degli ex è incredibilmente poetico, quasi toccante, ma per mantenersi tale DEVE avere un proseguimento, un proseguimento che ci permetta di vedere come la storia si ripete e se si ripete in ogni singolo dettaglio o meno. Questa è la chiave. Lo show merita di più, i suoi personaggi meritano di più, i fan meritano di più. Dopo anni di attesa tutti devono essere omaggiati nel migliore dei modi come fosse quasi un ringraziamento per esserci stati per tutto questo tempo. Concludendo, posso dire che nonostante la pessima qualità del Revival, è stato meraviglioso sentirsi di nuovo parte di Stars Hollow e della sua grande famiglia. Gilmore Girls può anche essere fatto a pezzi da una sceneggiatrice superficiale e poco coerente, ma l’essenza del programma è così forte da sopravvivere ad ogni cosa.
Non ci resta quindi che incrociare le dita per una seconda stagione.

7 pensieri riguardo “Gilmore Girls Revival – Fall | Recensione.

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