Game of Thrones – 6×10 | Recensione.

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Winds of Winter.

 

Voglio affrontare la scrittura di questa recensione con la convinzione di non esserne degna. Dopo un season finale di questa portata, dovrei limitarmi ad una standing ovation silenziosa che duri fino alla messa in onda della 7×01 (che purtroppo avverrà solo tra aprile e maggio del 2017) eppure i miei seguiti pretendono un commento, perciò eccomi qua. Le aspettative per il season finale erano davvero alte, sopratutto dopo una 6×09 di quel livello, ma nonostante questo la puntata è riuscita a coinvolgere e stupire il pubblico in maniera del tutto nuova. La scena si apre con “Light of The Seven”, una musica composta esclusivamente per la prima sequenza della puntata. Essa accompagna, infatti, i preparativi per il processo a Cersei e Loras Tyrell, i quali dovranno essere giudicati di fronte a sette Septon per confessare i propri peccati. In queste prime immagini, le inquadrature rappresentano la maggior parte della bellezza e dell’unicità che hanno contraddistinto questi primi minuti ad Approdo del Re. La telecamera danza da un dettaglio ad un altro, ponendo l’attenzione solo sui particolari che andranno a comporre l’intera scena. Non appena la musica si affievolisce, il processo ha inizio; Loras torna in scena dopo una presenza/assenza estremamente marginale in questa sesta stagione, e la sua condanna vede la propria risoluzione nel momento in cui Loras accetta di unirsi al Credo. Ciò che viene dopo, è una carrellata di avvenimenti che lo spettatore è in grado di comprendere solo quando si troverà faccia a faccia allo scopo finale. Dopo la rapida e soddisfacente morte del Gran Maestro Pycelle per mano degli uccellini di Varys (così si fanno chiamare i bambini che un tempo fungevano da informatori di Varys), l’azione segue nei bassifondi della città, con un Lancel Lannister intento a seguire un ragazzino che in breve tempo lo pugnalerà senza alcuna remora. Questo è il momento della scoperta. Di fronte a sè, Lancel trova l’unica possibilità di salvezza: una candela, che se finirà di consumarsi, fungerà da miccia per enormi barili di Alto Fuoco depositati al di sotto della città. Non ci vuole molto a capire che fa tutto parte del piano di vendetta di Cersei che, nonostante il suo processo inizi a breve, si trova ancora nella Fortezza Rossa. Il ritardo della donna non è visto di buon occhio da Margaery che, in breve tempo, riesce a comprendere la gravità della situazione e tenta a tutti i costi di uscire dal Tempio. Solo gli uomini del Credo sono in grado di trattenerla; l’ultimo sguardo che scambia con l’Alto Passero è pieno di terrore ma con esso possiamo notare anche un “te l’avevo detto” stracolmo di ira che balenerà sul suo volto fino ai suoi ultimi secondi di vita. A questo punto il pubblico realizza che quelli che vedrà ora, saranno gli ultimi momenti di Margaery e Loras Tyrell. Entrambi presenti fin dalle prime due stagioni dello show, lasciano la scena in maniera brutale, sofferente, tragica, senza preamboli. L’Alto Fuoco che in pochi secondi inghiottirà tutto e tutti, è lo strumento tramite cui Cersei attua la sua vendetta, una vendetta che si gusterà da spettatrice dall’altro lato della città. Uno dei momenti più sconvolgenti di questa stagione e, se si può dire, anche dell’intero show. L’accompagnamento musicale di “Light of the Seven” ha arricchito il tutto in maniera molto più sofferente.

  

Ma non è ancora finita qui per Approdo del Re; dopo la morte di ben 6 personaggi solo nei primi 15 minuti della puntata, Benioff e Weiss ci riservano ulteriori shock e colpi di scena. Il primo riguarda Septa Unella e il suo orrido destino nelle mani di Cersei e della Montagna, mentre il secondo colpo di scena riguarda il Re, Tommen, che guarda afflitto ed incredulo verso ciò che la madre ha scatenato e, con un’inquadratura fissa sull’incendio del Tempio, vediamo il piccolo Lannister uscire dalla scena per posare la corona e rientrare nuovamente al solo scopo di suicidarsi dalla finestra della Fortezza Rossa. Una fine molto più sofferta di quel che si credeva, ma l’atto di Tommen potrebbe essere interpretato non solo come un semplice suicidio ma bensì come l’unica che vendetta che poteva riservare alla madre. Il suo regno non passerà alla storia, il suo nome non sarà incluso nella lista dei grandi eroi, il popolo non ricorderà la sue gesta, ma Tommen Baratheon merita un minimo di riconoscimento; La morte del fratello lo ha posto bruscamente di fronte alla realtà della vita, con un trono da gestire e i problemi che esso comporta. Strappato dalla sua età dell’innocenza, Tommen ha dovuto regnare senza alcun preavviso e, sopratutto, dopo il regno del terrore di suo fratello Joffrey. Nelle ultime puntate si è trovato di fronte ad una serie di pessime scelte, attuate solo per cercare di sopravvivere. Tommen era soltanto un bambino, la cui vita è giunta al capolinea, in questo episodio, nel frastornante silenzio di Approdo del Re.

Da un Lannister ad un altro, si passa poi a Jaime, invitato al banchetto di Walder Frey per festeggiare la conquista del castello dei Tully a Delta delle Acque. L’atmosfera è pressapoco la stessa delle Nozze Rosse ma il banchetto rimane intatto fino alla sua fine e ci viene segnalata solo una ragazza che fissa costantemente Jaime senza un apparente motivo. Lo spettatore speranzoso, come lo sono io, ha puntato su Arya fin da subito. Ma prima di rivelare l’identità della ragazza, la narrazione fa un salto nella Cittadella per mostrare le vicende di Sam e Gilly. Personalmente avrei tagliato di netto questa scena in quanto contrasta troppo pesantemente le storyline dei main characters. E dopo questa piccola parentesi, se ne apre un’altra riguardante la storia, non ancora conclusa, della morte di Shireen; Nella scorsa puntata, infatti, abbiamo assistito al ritrovamento del giocattolo di Shireen da parte di Davos, che in pochi secondi ha compreso il tragico destino che la Donna Rossa le ha riservato nella quinta stagione. Ammessa la propria colpa, Melisandre spiega il motivo della morte della piccola Baratheon e sulla base delle parole sofferte di Davos e sulla gravità dell’atto, Jon decide di esiliarla al Sud. Questa, insieme alla decisione di inserire in puntata la storia di Sam, mi hanno lasciata alquanto perplessa in quanto non comprendo le motivazioni di entrambi. Perchè esiliare Melisandre al Sud? Perchè far uscire ancora una volta la storia di Shireen? Probabilmente questa è stata l’unica possibilità per Benioff e Weiss di spostare le vicende di Melisandre su ulteriori personaggi (forse su uno Stannis ancora vivo? chissà). Ma intanto Jon e Sansa sono finalmente nelle mura di Grande Inverno; la scena è caratterizzata da un’estrema dolcezza e da un piccolo sguardo al passato grazie ai riferimenti sulla camera padronale, una volta occupata da Ned e Catelyn Stark, e non solo. “Winter is here” segna ufficialmente la ribalta degli Stark e lascia trapelare sul volto di Jon un sorriso che ci ripaga di ogni cosa. Procedendo sulla scia di queste micro sequenze, Dorne fa la sua ricomparsa dopo ben 8 puntate con nuove alleanze e nuovi giochi di potere. Olenna è pronta a rivendicare l’uccisione della sua famiglia ed è per questo che decide di allearsi con i Martell per sconfiggere una volta per tutte i Lannister. A Meereen invece regna la pace, Daenerys è pronta a salpare per Westeros ma prima di allora, devo portare a compimento due piccoli gesti; liquidare un Daario follemente innamorato e dare un riconoscimento a Tyrion per i suoi innumerevoli consigli ed aiuti. Mentre il primo gesto conferma ancora una volta l’animo freddo e senza cuore di Daenerys, il secondo invece la porta ad acquisire un’onestà rara, dimostrata solo una volta con Jorah nella 6×05. Tyrion riceve finalmente un encomio e ciò rappresenta una vittoria personale dopo anni e anni di disprezzo e disapprovazione nei suoi confronti. Tyrion diventa così Primo Cavaliere di una regina solo teoretica, ma ciò non svaluta minimamente il suo riconoscimento. Inoltre ritengo che la scena in cui Tyrion si inginocchia di fronte a Daenerys sia di una semplice e pura bellezza.

Siamo quasi arrivati alla fine di questo season finale, ma gli autori non esauriscono affatto i colpi di scena, partendo con una vendetta che il pubblico aspettava da ben 3 stagioni. Come promesso, la narrazione torna al banchetto ormai concluso di Walder Frey. La scena è caratterizzata da un silenzio lugubre, di cui non ci si può fidare, e dalla presenza della ragazza misteriosa. L’azione si svolge in breve tempo, senza troppi abbellimenti, rendendo il tutto ancora più gustoso. E parlando proprio di gusto, la vendetta viene servita a Walder su un piatto freddo, sottoforma di torta, arricchita con pezzi di carne umana, quella dei propri figli. A questo punto il pubblico ne è certo; la ragazza si toglie il volto per mostrare la sua vera identità. “Mi chiamo Arya Stark. Voglio che tu sappia che l’ultima cosa che vedrai sarà una Stark sorridente che ti guarda mentre muori”.

La nostra piccola eroina che rivendica finalmente le Nozze Rosse, riserva a Walder lo stesso destino che egli riservò a sua madre e suo fratello. Su di lei balena uno sguardo pieno di soddisfazione, compiutezza, rivendicazione, che chiude esasperatamente il cerchio di questa battaglia tra Stark e Frey. A questo punto il finale riserva 4 scene madri; iniziando dal flashback che tutti attendevano con ansia. Una volta salutato il personaggio di Benjen, Bran continua la visione che aveva interrotto puntate addietro. Il flashback rivela finalmente le origini di Jon Snow, figlio di Lyanna Stark e Rhaghar Targaryen, affidato a Ned Stark dopo la morte della sorella. La scena che il pubblico tanto attendeva è arrivata, e nel migliore dei modi. Il neonato ci viene rivelato solo dopo quel “Promise me, Ned” carico di lacrime e sofferenza, e la scena che verrà dopo rappresenta l’apice della rivelazione; Il volto del neonato viene dissolto per lasciare il posto alla sua versione più matura, quella di Jon.

Un montaggio straordinariamente realizzato, accompagnato da una musica in grado di radicarsi sotto la pelle e creare un vortice di brividi. Ma per Jon non finisce qui; da Bastardo a Guardiano della Notte a Lord Commander, Jon completa la sua rivendicazione nei confronti di se stesso, fino a diventare Re del Nord. Nella stessa sala in cui un tempo c’era suo fratello, Jon ottiene un’ulteriore conquista e ora sorge spontaneo un parallelismo proprio quando Robb Stark venne eletto. Ma un Re, non è niente senza la sua Regina. Sansa gli è stata accanto fin dall’inizio, rivelandosi fondamentale nella vittoria contro Ramsay Bolton, ma quanto la offuscheranno le parole di Petyr? Nella prossima stagione Sansa si convincerà di quello che gli ha detto, si unirà a lui nella conquista del Trono di Spade, andrà contro persino al suo stesso fratello? Il suo sguardo potrebbe rivelarci questa piccola anticipazione, o forse questo è solo un cliffhanger che morirà in se stesso. Grande Inverno, quindi, conclude in bellezza con la nomina di Jon a Re del Nord. E similmente farà Approdo del Re; La vittoria di Cersei non si è affatto conclusa con l’Alto Fuoco, ma bensì procede fino alla conquista del Trono ormai lasciato vuoto a causa della morte di Tommen. Austera e carica di determinazione, Cersei Lannister sfila verso il Trono di Spade con la sicurezza e la potenza che da sempre la contraddistinguono. Ed è questo, l’asso nella manica dei nostri autori. La portata di questa scena, come quella ad inizio puntata, ha permesso allo show di salire su un livello che la precedente stagione si sognava di poter arrivare.

 

Mentre per concludere il tutto, si opta per una scena (a mio parere molto scontata) occupata dall’avanzare della flotta di Daenerys in viaggio verso Westeros. Dopo 6 stagioni, Daenerys è finalmente in grado di poter attraversare il mare stretto grazie all’alleanza stretta con i Greyojoy e successivamente anche con Martell e Tyrell. Sempre con i Draghi al suo fianco, Daenerys è acceccata dalla conquista del Trono e l’attraversamento del mare sarà solo il primo passo verso di esso.

Si conclude così una stagione eccellente, nonostante il distacco con i libri e una serie di errori che hanno fatto storcere il naso agli spettatori più scrupolosi. La sesta stagione ci ha regalato molti ritorni in grande stile, da Jon Snow al Mastino, ma anche una serie di tragiche morti che solo nel primo episodio ne vantava quattro. Non sono mai mancati i colpi di scena, i rimandi al passato e alcune reunion che aspettavamo da tempo. Facendo un bilancio generale, si può affermare che la sesta stagione sia sopravvissuta in maniera sublime al tragico distacco con la saga di George Martin. Ora non ci resta che aspettare 10 mesi per la penultima stagione di Game of Thrones che, peraltro, sarà composta solo da 7 episodi. Che dire? Meglio ibernarci fino al prossimo marzo.

Voto della puntata: 9.9/10

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