Game of Thrones – 6×05 | Recensione.

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Tra rimandi al passato e un presente pronto all’imminente guerra, la 6×05 si conquista un posto di diritto tra le puntate più riuscite di questa sesta stagione di Game of Thrones. Ogni settimana cerco di trovare un tema che accomuni al meglio le storyline dei personaggi, una sorta di punto in comune. Il tema di The Door è , a mio parere, “Il sacrifico”. Dopo la scorsa puntata tutta dedicata alla forza femminile, questa volta il registro narrativo cambia radicalmente, ponendoci di fronte ad una serie di sacrifici, di diversa misura; da Jon Snow che antepone i desideri e le scelte della sorella ai suoi, ad Arya Stark che mette da parte la sua collera e la sua impulsività per accontentare il Dio dai mille volti, ad un Theon Greyjoy che pone tutto se stesso nel sostegno alla sorella, fino ad arrivare alla vera definizione di sacrificio, quello umano, pagato con la vita. La puntata ha inizio con l’incontro “segreto” tra Sansa e Petyr. Quest’ultimo è accorso dalla giovane Stark non appena saputo della sua fuga da Grande Inverno. Prendendo in esame il personaggio di Petyr Baelish in questa situazione, personalmente non riesco a dare un parere lucido e definitivo sul suo comportamento. Petyr è da sempre un uomo il cui egoismo prevarica sul resto del suo carattere. Per un breve periodo di tempo si è fatta strada nella mia testa l’idea che l’amore che lui provava (e tutt’ora prova) nei confronti di Sansa Stark potesse cambiarlo. Purtroppo però, non appena Petyr la consegnò nelle mani di Ramsay Bolton, accantonai quest’idea e tornai a credere alla teoria dell’uomo innamorato e interessato solo a se stesso e alla sua sopravvivenza. A questo punto posso ritenermi più che confusa. Nella scorsa puntata Petyr ha dimostrato di voler incontrare e aiutare Sansa a tutti costi e in “The Door” è stato accontentato. Nel dialogo tra i due, Sansa da voce a tutto ciò che aveva in mente di dire dal tradimento di Petyr ad oggi. D’altra parte troviamo invece un Petyr estremamente disorientato, mortificato e, se si può dire, anche servile. Di fronte alla rabbia cieca di Sansa perde tutta la sua dignità, ammettendo addirittura di voler morire se è lei a comandarlo. Questo mi porta a pensare che forse avevo ragione a credere nel suo amore per Sansa. Sarà vero che Petyr ha sottovalutato la potenza di Ramsay Bolton? Se fosse così, è in definitiva il primo passo falso commesso da Petyr Baelish. Da fan del suo personaggio, ho voglia di credergli sulla parola ma difficilmente un atto del genere potrà essere perdonato da Sansa. Sembrerebbe dunque finito il legame che c’era inizialmente tra i due.

                   Nonostante ciò, Petyr le offre un esercito, quello dei Tully.  Questo’ultimo sarà fondamentale per Sansa e Jon. Intanto Arya sembra tornata al punto di partenza. Devo ammettere che la sua attuale storia mi stanca parecchio per via della sua estrema monotonia e lentezza; in due stagioni Arya ha fatto dei passi molto significativi verso la conquista del suo obiettivo (quello di diventare Nessuno) ma al tempo stesso sembra ancora molto lontana dal raggiungimento di esso. A volte mi ritrovo a pensare alla Arya della seconda stagione, forte e piena di vita, e improvvisamente il mio animo è in preda alla nostalgia. Riavremo mai quella ragazza? Alcuni ipotizzano la morte di Walder Frey proprio per mano di Arya e se fosse davvero così, sarebbe un ritorno impeccabile e in grande stile per la nostra piccola Stark. Da uno Stark ad un altro, passiamo nuovamente all’ennesimo flashback di Bran che questa volta non si concentra più sulle origini della sua famiglia ma bensì su un tema completamente opposto; la creazione degli Estranei. Dopo 5 stagioni, abbiamo finalmente una risposta circa le origini degli Estranei che, fino ad ora, conoscevamo molto poco. Dalla caverna alle Isole di Ferro, la puntata riserva anche una parte significativa per la casata dimenticata da Dio per eccellenza, i Greyjoy, anch’essi abbonati al mai na gioia. Proprio mentre Yara conquista il consenso necessario per regnare sulle Isole di Ferro, Euron (colui che uccise Balon nella 6×02) irrompe nella scena e reclama il trono. Sebbene non conosciamo affatto il suo personaggio, che entrò in scena 3 puntate fa con un brevissimo dialogo con Balon Greyjoy, Euron è già detestato dalla maggior parte del fandom. Dopo la sua incoronazione, notiamo che Yara e Theon sono fuggiti dalla capitale, assieme alle loro navi migliori. La guerra è iniziata anche su questo frangente e non oso immaginare chi si salverà e chi no alla fine di questa stagione. Intanto Daenerys deve affrontare Jorah. Ammetto di amare questa coppia fin dalle prime puntate (Daenerys e Drogo who?!?) e questa scena in particolare è stata al tempo stesso sia un vero colpo al cuore che una grande soddisfazione dopo tutto ciò che ha passato Jorah nelle ultime stagioni. Che quest’ultimo la ami ormai non ci sono dubbi, ma la vera domanda: Daenerys sarà mai in grado di ricambiarlo? Ma nel frattempo Jorah non ha molto tempo da vivere e Daenerys gli ordina di andare a cercare una cura. Udite udite, sembra ci sia un’infinitesimale possibilità che Jorah sopravviva al morbo grigio. Pregherò da ora fino al season finale per la sua incolumità perchè se mai Daenerys riuscirà a conquistare il potere (o parte di esso) Jorah dovrà essere al suo fianco.

Tyrion invece continua a “regnare” a Meeren in attesa del ritorno di Daenerys. Qui facciamo la conoscenza di un nuovo personaggio, una sacerdotessa di Volantis nonché prima servitrice del Dio della luce. Anche se a primo impatto sembrerebbe solo una brutta copia di Melisandre, a fine scena appare molto più pericolosa di quel che sembra. Secondo la sacerdotessa, Daenerys è la regina predestinata così come Melisandre crede che lo sia Jon Snow. Quindi, mi chiedo: entrambi sono destinati al Trono di Spade? o ad uno di loro succederà qualcosa che non gli permetterà di continuare la battaglia per il potere? Queste sono domande che avranno una risposta solo nel gran finale. Per ora, ciò che sappiamo è che entrambi sono risorti per un semplice motivo: guidare i Sette Regni nelle guerre che verranno. Anche questa puntata è giunta alla fine e, come ogni volta, il gran colpo di scena viene riservato solo negli ultimi minuti. Dopo che Sansa e Jon discutono a tavolino del proprio esercito e del loro attacco di guerra, escono definitivamente da Castel Black per dare inizio ad un nuovo capitolo della loro storia. Ma la narrazione torna nuovamente su Brandon Stark che, probabilmente annoiato, decide di mandare all’aria la vita di tutti quelli che lo circondano (lui compreso) prendendo la decisione di avere una flashback senza l’aiuto del suo maestro. In una scena agghiacciante e al cardiopalmo in cui Bran si trova accerchiato da un mare di Estranei, finisce per essere marchiato da uno di essi e di conseguenza scatena una reazione a catena infernale. Non so se io abbia o meno il diritto di definire Bran Stark “imbecille” ma penso che la situazione lo richieda al 100%. Il fandom è diviso tra chi incolpa il giovane ragazzo di ciò che avverrà successivamente, e chi, da fan che difende il proprio personaggio preferito a tutti i costi, non è in grado di puntargli il dito contro. Che Bran sia colpevole, seppur involontariamente, è vero ma d’altra parte ritengo non sia giusto addossargli l’intera colpa. Negli ultimi dieci minuti della puntata, l’incolumità di tutti viene messa in pericolo. Un’orda di Estranei irrompe nella caverna col solo obbiettivo di uccidere chi vi vive dentro. Qui giungiamo all’emblema della puntata, il tema del sacrificio. Per salvare la vita di Bran, 4 vite sono state sacrificate per essa; il Corvo, la Figlia della Foresta, Summer, e Hodor.

La bellezza di questi ultimi minuti risiede purtroppo nella sofferenza dei personaggi che si trovano a combattere per la vita di Brandon. Ma non solo; ciò che caratterizza queste scene, e le rende del tutto particolari, è il montaggio. La battaglia con gli Estranei è intervallata, infatti, da piccoli rimandi al passato riguardanti la vecchia vita di Hodor a Grande Inverno. Tutto ciò è esclusivamente volontario perchè deve essere in grado di spiegare un paradosso temporale. Il sacrificio di Hodor rappresenta il nucleo dell’episodio. Da sempre una comparsa il cui unico obiettivo era di trascinare Bran da una parte all’altra del continente, Hodor ora si trasforma in una vittima sacrificale la cui morte è destinata a scopi più grandi. La sua morte è la salvezza di Bran e la salvezza di Bran è la causa del trauma che Hodor ha dovuto subire per tutti questi anni. Tutta la vita di Hodor è racchiusa in un gesto, in una frase, in un trauma. “Hold the door” si trasforma repentinamente in “Hodor” permettendoci di capire finalmente l’origine del suo trauma.

La fine è giunta quindi anche per Hodor in una delle scene più belle e al tempo stesso struggenti della serie. Senza dimenticare il sacrificio di Summer, l’ennesimo matalupo ucciso brutalmente (ora è giusto lanciare l’hashtag #BASTAUCCIDEREMETALUPI). Ebbene però, non so se si può affermare che Brandon Stark sia in grado di cambiare il passato in quanto il passato è andato in quel modo per via della presenza del Bran del futuro. In conclusione posso dire che “The Door” ha avuto un epilogo a dir poco eccellente, mantendosi al livello delle prime puntate. I prossimi passi dei nostri personaggi li condurranno inevitabilmente all’inizio della guerra (ognuno per i propri scopi); i Lannister e i Tyrell contro l’Alto Passero, Daenerys contro chiunque la intralcerà sul cammino verso la conquista del Trono, Arya contro i suoi impulsi, Brandon contro gli Estranei, contro se stesso e le sue visioni e infine gli Stark contro i Bolton. La prossima puntata sancirà l’inizio di tutto ciò e in questo caso, vi consiglio di armarvi psicologicamente per affrontare un’infinità di disgrazie, sconfitte, uccisioni, che in questo show ormai sono all’ordine del giorno.

Voto della puntata; 9.5/10.

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