Game of Thrones – 6×04 | Recensione.

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Il tema della famiglia e quello della giustizia sembrano unirsi sotto lo stesso tetto in questa quarta puntata di Game of Thrones; Sansa, Margaery e Yara Greyjoy sono l’epicentro della strenua lotta per la difesa e la rivendicazione dei propri fratelli. Mai come in questa puntata lo show è stato più “donna”. Procedendo cronologicamente, l’episodio inizia con una scena che i fan degli Stark (e non solo) aspettavano da molto tempo. Ebbene sì, finalmente abbiamo la prima reunion tra due membri della famiglia Stark: Sansa e Jon.

  

Sansa arriva a Castel Black accompagnata da Brienne e Pod e non appena sentiamo le parole “Aprite quella porta” sappiamo già a cosa andiamo incontro. La scena è stata trattata con la massima cura nei dettagli, nelle espressioni e nei movimenti degli attori. Ciò che ho apprezzato di più è stato proprio questo; In un primo momento Sansa si guarda attorno per cercare il fratello, senza accorgersi di averlo alle spalle, ma lo spettatore ha una panoramica che comprende entrambi i personaggi e di conseguenza abbiamo la possibilità di vedere “in tempo reale” le reazioni di ambe due gli Stark. Niente di più poetico. Una volta incrociati gli sguardi, Jon passa da uno stato d’animo ad un’altro e ciò lo si può notare semplicemente dai suoi occhi. Vorrei ricordare che i due non si vedevano fin da quando Jon è partito per la Barriera, e in questo caso, una sua espressione confusa alla vista della sorella è totalmente comprensibile. Anzi, è possibile che inizialmente Jon non è riuscito a riconoscerla affatto. Poi basta un attimo, un’intesa, un piccolo momento di silenzio , per realizzare che tutto ciò sta accadendo davvero. L’abbraccio tra i due è l’epilogo di una scena estremamente toccante, a tratti sofferente (ma quel tipo di sofferenza piacevole), ricca di pathos e accompagnata, per giunta, da un soundtrack in grado di entrare nella pelle, nel cuore, per poi radicarsi nella parte più profonda del tuo essere. In molti speravano di vedere Arya al posto di Sansa (visto il legame che c’era tra i due) ma questo incontro non è assolutamente da meno. Nella parte successiva i due Stark parlano di come sono cambiati nel corso degli anni, ed è qui, secondo me, la bellezza dei loro personaggi. Jon e Sansa sono due personaggi che sono maturati in modo incredibile nel corso delle stagioni. La loro forza risiede in ciò che sono riusciti a diventare. Staccandosi da quello che erano e trasformandosi in persone completamente diverse, sono rigenerati. Prendendo in esame specialmente Sansa, bisogna riconoscere la sua grandezza come personaggio. Sansa Stark, picchiata, stuprata, maltrattata, ora è pronta a riprendersi casa sua, rivoltando l’intero Nord, con o senza il fratello. Sembrerebbero finiti i tempi in cui preferiva subire che agire. Da ora in poi, Jon e Sansa avranno un solo obiettivo; la riconquista del Nord e, con essa, la sconfitta dei Bolton. Da Castel Black si passa successivamente a Nido dell’Aquila dove ritroviamo, per nostra sfortuna, un personaggio lasciato in sospeso da ben 2 stagioni; l’adorabile Robin Arryn e con lui, il tanto amato/odiato Petyr Baelish, per gli amici Ditocorto. Quest’ultimo manifesta fin da subito la necessità di far visita a Sansa, a Castel Black, per aiutarla nella battaglia contro i Bolton. (probabilmente nel prossimo episodio l’esercito di Petyr si unirà a quello dei Bruti). Facendo la sua prima comparsa dopo 3 puntate di assenza, ritroviamo un Petyr sempre coerente con il suo personaggio. Non a caso, la prima mossa che Petyr decide di fare, riguarda la salvezza di Sansa Stark. (ahhh l’amore). Rapidamente ci spostiamo a Meeren, dove Tyrion ha preso temporaneamente il potere; un potere esclusivamente politico. Le trattative con i padroni delle città confinanti si estendono per svariati minuti (troppi, a mio parere) e si concludono con un patto che lega le due parti; 7 anni di libera schiavitù (mi congratulo da sola per l’ossimoro) prima di abolirla definitivamente. Che sia stata una decisione giusta da parte di Tyrion ancora non possiamo saperlo, ma conoscendo lo show, possiamo dire che questo patto avrà sicuramente delle conseguenze negative. Intanto i due contendenti di Daenerys sono vicini al Dosh Khaleen. Personalmente ritengo che questa parte, come anche la precedente, si sia prolungata in modo eccessivo. Al posto di esso avrei preferito di gran lunga un altro flashback di Bran. Nonostante questo, l’episodio è stato trattato in maniera così uniforme da non accorgersi minimamente il passaggio da un personaggio ad un altro. Daario e Jorah impiegano poco tempo prima di trovare Daenerys ma di fronte alla sua totale fermezza nel voler affrontare personalmente la situazione, si mettono da parte. Nei dieci minuti successivi, la vicenda è occupata esclusivamente da Margaery che decide di prendere in mano la questione e iniziare, come ha già fatto Sansa con Jon, questa lotta non solo per la sua salvezza ma sopratutto per quella del fratello. Come ho anticipato prima, Margaery è la seconda eroina di questa puntata. Nonostante sia stata umiliata, maltrattata e ridotta a condizioni pessime, cerca in tutti i modi di conservare la sua regalità. E non solo; incoraggia il fratello che, come ho sempre pensato, si è rivelato molto più debole della sorella. E accetta perfino la sua terribile sorte per accontentare Loras.

Margaery è un gran personaggio ma prima di questo, è una gran donna. Una donna che non si lascia abbattere da niente e da nessuno e che, soprattuto, non si lascia condizionare dalle situazioni in cui si trova coinvolta. Non importa chi o cosa la intralci, Margaery manterrà sempre il suo onore, la sua regalità e la sua fermezza. Analogamente, anche Cersei ha ri-acquistato questa dote. La scorsa settimana, per la prima volta, si è dovuta sottomettere a qualcuno che non è se stessa ma il suo io manipolatore sembra essere finalmente tornato in se. Cersei is back? Credo proprio di sì. Cersei è tornata più forte di prima, con Jaime al suo fianco e soprattutto con l’appoggio di Olenna (anche se quest’ultima lo fa solo per il suo tornaconto personale). Fino ad ora quindi le protagoniste di questa puntata sono state esclusivamente donne. Alla lista si aggiunge anche Yara Greyjoy, intenta al massimo nella conquista del titolo regale che le spetta. Nel farlo accetta anche di perdonare il fratello. La sua lotta si concentrerà nella rivendicazione del padre che le è stato portato via e del fratello maltrattato per così tanto tempo. In questo tripudio di soddisfazioni, però, deve per forza esserci una sventura; la vittima della settimana è Osha, la Bruta che scappò insieme a Rickon. La sua impulsività l’ha portata alla morte per mano di Ramsay (ma che novità) ma, a ripensarci bene, dovrebbe ringraziare il cielo di essere arrivata viva fino a questo punto. Questa però non è l’unica sorpresa che Ramsay ha riservato in questa puntata. Per la prima volta, a chiare lettere, mette per iscritto la sua volontà nel far guerra a Jon Snow per la riconquista di sua moglie. Queste ultime due puntate sembrerebbero dunque solo il preludio di uno scoppio imminente di una guerra che coinvolgerà non solo i due Bastardi ma anche tutte le casate dei Sette Regni (molto probabilmente ogni casata si troverà davanti alla scelta di schierarsi o meno con gli Stark o viceversa). Voi riuscite ad immaginare come andrà a finire? Game of Thrones è famoso per i suoi colpi di scena, per la sua moltitudine di ingiustizie, per le sue morti tragiche. Sarà così anche per questo finale di stagione? Non possiamo saperlo. Ma la puntata non è finita qua. Weiss e Benioff hanno in serbo un’ultima chicca per gli spettatori; Sorvolando sulla scena carica di sexual tension tra Tormund e Brienne, arriviamo a Daenerys di fronte al Dosh Khaleen. Pronta per essere processata, nessuno, tranne lei ovviamente, ha idea di cosa accadrà.

Daenerys è l’ultima donna che chiude questa puntata tutta dedicata alla potenza della donna. Una donna, nel suo caso, che non si fa governare da nessuno e che, pur di reclamare la sua libertà, brucia a morte coloro che gliel’hanno portata via. Risorgendo dalle fiamme, mostra a tutti di non aver mai perso la sua tenacia. Che dire? Un episodio intenso a livelli massimi, le cui storie portano dei significati estremamente importanti e carichi di morale. Per il momento ci troviamo di fronte ad una stagione ben riuscita, al di sopra delle aspettative e che, sopratutto, ha aiutato lo show a risorgere da una quinta stagione molto discutibile secondo la maggior parte del fandom. Sembrerebbe necessario armarsi psicologicamente, ogni settimana, per affrontare queste puntate cariche di epicità.

Voto della puntata; 9.5/10

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