Game of Thrones – The Long Night | Recensione.

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E’ difficile mettere insieme i pensieri.
Sono combattuta tra l’essere obiettiva e il parlare col cuore. Ciò che sicuramente non farò nelle prossime righe sarà buttare merda su questa puntata perché 1) sarebbe totalmente inutile, 2) odio parlare come se fossi migliore di chi ha lavorato sul plot per anni e quindi di chi è stato scelto e pagato per questo, 3) dopo una battaglia così visivamente spettacolare ed immensa, sinceramente non mi va proprio di stare a pensare al perchè D&D si sono dimenticati di questo e quello, a quanto siano coglioni per aver cambiato le carte in tavola e alle solite lamentele vecchie quanto la morte. Affronto il commento di questa puntata in modo superficiale e di questo me ne infischio (quindi se volete lamentarvi o farmi ragionare, uscite direttamente dal mio profilo). Detto questo, non ho mai pianto così in vita mia. Mai. Anzi, posso dire di essere una persona che raramente si abbandona al pianto.
Il motivo è che ogni morte è accaduta per salvare una persona amata; Beric mi ha lacerato il cuore, lui che ha cercato con tutte le sue forze di tenere gli Estranei lontani da Arya perchè stava vivendo solo per quello scopo, Jorah che è morto nell’unico modo che avrebbe voluto ovvero salvando la sua Dany, Theon che ha raggiunto l’apice della sua realizzabilità come personaggio morendo per Winterfell e per gli Stark, Ghost in prima linea per tenere alto l’onore dei metalupi, Edd nel suo piccolo che è stato ucciso per aver cercato di salvare Sam e infine Melisandre, la mia amatissima Mel, il personaggio più sottovalutato dell’intera saga che viene in loro soccorso per salvare la situazione più e più volte, e lo fa, ed è tutto grazie a lei, e poi si lascia andare perchè il suo dovere è stato compiuto. Non è stato poetico? Queste morti non sono state poetiche? Ognuno a modo suo è riuscito a chiudere il cerchio della propria vita in maniera profonda e toccante.
E poi i personaggi rimasti in vita hanno ridato speranza in un momento in cui era persa per sempre; quando Jon cerca di farsi strada tra i morti all’interno delle mura di Winterfell, la carrellata sui personaggi che combattono è straziante. Vediamo Brienne e Jaime che non si sono mai allontanati l’una dall’altra e che stanno continuando a combattere nonostante siano circondati da Estranei, vediamo Gendry sul cumulo di morti che non ha mai posato il suo martello, il martello del padre, vediamo Tormund che continua ad urlare a squarciagola per non perdere la carica, vediamo Sandor Clegane che si è buttato tra le fiamme solo per aiutare la sua piccola Arya e vediamo proprio Arya trasformarsi sempre più in una macchina da guerra. Non ho mai visto così tanti esempi di eroi riuniti in una scena. Perché questo sono, eroi, ognuno a modo proprio, compresa Sansa che cerca di tenere la lama in mano per difendersi e Tyrion che non ce la fa a stare in disparte ed è logorato dal senso di colpa. E’ per questo che non posso pensare alle cose negative di questa puntata quando ho da pensare ai miei personaggi preferiti al massimo della loro immensità.
Sì, non a caso ho lasciato fuori Jon e Daenerys. Per parlare di loro devo fare un discorso più ampio, sopratutto su Jon.
Daenerys ha fatto ben poco, è rimasta in disparte ma ammetto che ho amato vederla combattere finalmente al fianco di Jorah, quella è la Daenerys che ho sempre voluto vedere. Avrebbero dovuto farla combattere fin dall’inizio. Poi lo ha abbracciato e in quel momento ho pianto con lei.
Jon invece? Mi dispiace che lo abbiano trattato in questo modo, mi dispiace veder sfumare le possibilità che sia lui il principe promesso e mi dispiace vederlo impotente in un momento in cui lui avrebbe voluto dare la vita per risolvere la situazione, ma sapete? Va bene così. La potenza di Jon non è svanita, è sempre stata lì, quando ha affrontato faccia a faccia il Night King in un mare di morti, quando ha cercato di correre il più possibile tra le fiamme pur di ucciderlo, quando è uscito da dietro quel masso di roccia per urlare contro al drago nonostante sapesse che quello non sarebbe bastato. Quello è il mio Jon Snow, seppur in maniera minima. Ha affrontato da solo il Night King così come nella battaglia dei bastardi ha affrontato da solo l’esercito di Ramsay. Non ha risolto nulla, avete ragione, non ha fatto la differenza, certo, ma è il gesto che conta. Chi lo avrebbe fatto? Chi diavolo avrebbe corso in quel modo sapendo che in breve tempo sarebbe morto da quella massa di Estranei che il Night King stava riportando in vita? Chiedetevi questo e credetemi che guarderete Jon in modo diverso. Sono fiera di lui, nonostante tutto. Sarò una cogliona, forse non sarò obiettiva, ma ogni volta che guardo Jon per me è come guardare l’eroe per eccellenza che darebbe la vita per il suo popolo con un coraggio e una foga micidiali. Non ha ucciso il Night King, ma sono sicura che Game of Thrones avrà altro in serbo per lui. Di conseguenza, il “Not Today” chiude il filone narrativo della mia piccola Arya Stark, iniziato 8 stagioni fa con Syrio Forel. E no, non è una scelta tirato a caso come dicono alcuni cagacazzi, perché la daga con cui Arya uccide il Night King è la stessa che stava per far morire Bran nella prima stagione, e la stessa che Petyr puntava al collo di Ned, e la stessa che Bran ha dato ad Arya dopo la morte di Petyr perché sapeva già come sarebbe andata. Quindi si tratta di una scelta fatta per concludere questa piccola parte di storia. Per questo ho amato questo plot twist nonostante abbia sfanculato tutto ciò che abbiamo visto fino ad ora. Ogni visione, ogni logica e ogni predizione è stata smentita, ed è una cazzata, lo ammetto anch’io, ma vi ripeto, non me ne frega niente di stare a pensare a come doveva andare. Da GoT mi aspetto proprio questo, lo stravolgimento delle carte in tavola. Non ho gradito la morte del Night King avvenuta in una manciata di secondi, e sicuramente non gradirò il fatto che abbiano messo in secondo piano la Grande Guerra per passare poi alla guerra contro Cersei che, almeno secondo me, non sarà neanche la metà di quel che abbiamo visto ieri sera. Ma staremo a vedere.
Non voglio la prevedibilità in questa stagione. Quindi almeno io preferisco rinunciare alla logica per avere certi colpi di scena. D’altronde voi che non volevate il fanservice, oggi avete avuto Arya che combatte il Night King (invece di Jon) perciò c’è poco da lamentarsi. Ora abbiamo capito che con questa ultima stagione può succedere veramente di tutto, e così doveva essere.

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